Marilù Eustachio HEIMAT

Alle Mostre

21.7 – 16.9.2018

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Marilù Eustachio HEIMAT, 2018. Courtesy the Artist. Installation view Kunst Meran Merano Arte 2018. Foto Ivo Corrà
Marilù Eustachio, Group of different works from 1996-2018. Courtesy the artist. Installation view Kunst Meran Merano Arte 2018. Foto Ivo Corrà
Marilù Eustachio, Heimat, 2017. Courtesy the artist. Installation view Kunst Meran Merano Arte 2018. Foto Ivo Corrà

Con opere di
Marilù Eustachio

A cura di
Christiane Rekade

Marilù Eustachio riflette nei suoi dipinti e nei suoi disegni esperienze personali, ma anche rimandi all’arte e alla letteratura. L’artista, che è nata a Merano (1934) e vive a Roma, ha sempre mantenuto un legame con la sua terra: l’Alto Adige. E proprio questa Heimat – termine che non ha un corrispettivo italiano, quindi intraducibile, che indica un territorio in cui “ci si sente a casa” – è il tema di una nuova serie di opere che l’artista presenterà per la prima volta nella sua mostra personale a Merano Arte, assieme a altri lavori degli ultimi vent’anni che offrono una panoramica sulla complessità del suo percorso.

L’artista racconta che la madre – originaria appunto della Vale Venosta – non si sentiva particolarmente a proprio agio a Roma e quindi tornava ogni volta che poteva in Alto Adige, accompagnata dalla figlia. Una volta cresciuta Marilù Eustachio ha continuato a tornare nella regione, anche per questioni di lavoro: Arnold Tribus esponeva infatti regolarmente i suoi lavori nella Galleria “Spatia” di Bolzano, che ha gestito tra il 1979 e il 2000.

Nel corso dell’ultimo anno ha dedicato a questa “Heimat” una serie di circa 70 disegni a biro, pastello o inchiostro in cui propone cenni fugaci di paesaggi (alberi, montagne, case), ma anche rappresentazioni più fitte di segni e composizioni di colori quasi astratte. Si tratta di disegni lievi e delicati, ridotti all’essenziale, come ricordi lontani.

Accanto a questo nuovo gruppo di opere verrà proposta una selezione di lavori degli ultimi vent’anni, allestita su una parete come in un’affollata quadreria, che permetterà di cogliere gli aspetti formali e contenutistici ricorrenti nella poetica dell’artista: il paesaggio, la natura – in particolare gli alberi, motivo proposto anche nel dipinto a parete realizzato per la sala da pranzo dell’hotel Laurin – sono alcuni dei temi che attraversano tutto il suo percorso artistico, assieme a quello del ritratto; ad esempio della serie Il presente, il passato - Trasmutazioni, iniziata nel 2003 e di cui sono proposti alcuni esempi in mostra, Eustachio lavora modificando con la matita o con i pastelli delle fotocopie trovate in libri, riviste o giornali (che spaziano da Matisse, Monet, Renoir e Giacometti  fino a Michael Jackson o Matthew Barney). Anche i collage inclusi nella parete, come Hommage an Fontana, realizzato con il coperchio di una scatola per fazzoletti, mostrano il suo entusiasmo per la sperimentazione, per il gioco e il suo spiccato senso dell’ironia.

Un terzo nucleo di lavori è incentrato sulla pittura, con le più recenti Carte Colorate, delle opere astratte, ridotte a colori trasparenti, realizzate con pennellate ripetute e stratificate.

Marilù Eustachio si è formata attraverso numerosi corsi di pittura e disegno e da oltre vent’anni tiene corsi di pittura negli Istituti di Osservazione per Minorenni. Oltre all’arte, la sua grande passione è la letteratura, che costituisce anche una continua fonte di ispirazione per il suo lavoro. È sempre stata inoltre in contatto con altri artisti, intellettuali e scrittori come ad esempio Susan Sontag, di cui era molto amica, Giorgio Agamben, Rudolf Arnheim, Goffredo Parise o la pittrice femminista tedesca Sarah Schumann.