Typoésien. Heinz Waibl – Siegfried Höllrigl

Alle Mostre

25.2 – 4.6.2023

Anmeldung

Siegfried Höllrigl, "Spiegelungen", 2000-2022. Heinz Waibl, font Program, 1965. Alfabeto inedito, con la consulenza di Max Huber. Foto: Hartmut Nägele
Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl, "Passerblätter", 1997-2000 Vetrine con grafiche e stampe di Heinz Waibl e Siegfried Höllrigl. Foto: Hartmut Nägele
Siegfried Höllrigl, 101 Gedichtplakate, 2018-2022 Foto: Hartmut Nägele
Heinz Waibl, MaS (magazzini dello statuto), manifesti e carta da imballaggio, 1955-1959. Foto: Hartmut Nägele
Heinz Waibl, Markenzeichen und Plakate (American Airlines, 1969; Shakerclub, 1961; cucina & cultura, 1984; Design automobile, 1990; Gasparotto, 1958). Vitrinen mit Grafiken und Drucken von Heinz Waibl und Siegfried Höllrigl. Foto: Hartmut Nägele
Laboratorio della stampa temporaneo a Merano Arte Foto: Hartmut Nägele

Con opere di
Heinz Waibl – Siegfried Höllrigl

A cura di
Andrea Muheim, Kuno Prey, Ursula Schnitzer, Lioba Wackernell

Kunst Meran Merano Arte dedica la sua attuale mostra alla Typoésie, termine francese che unisce “tipografia” e “poesia” in riferimento alla pratica di composizione dei testi incentrata su aspetti come l’armonia, la precisione e l’equilibrio. Protagonisti dell’esposizione, due amici molto legati a Merano, Heinz Waibl (1931-2020) e Siegfried Höllrigl (1943), che hanno padroneggiato perfettamente questa pratica.

TYPOÉSIEN. Heinz Waibl – Siegfried Höllrigl è la prima retrospettiva postuma di Waibl e la più ampia mostra di Höllrigl, e si riallaccia idealmente alla complessa ricerca che nel 2019 Merano Arte ha dedicato al design del prodotto in area alpina (Design from the Alps), concentrando questa volta l’attenzione sulla grafica.

Heinz Waibl proveniva dalla tradizione analogica e artigianale dell’estetica Bauhaus e si era poi rivolto, grazie agli insegnamenti del grafico svizzero Max Huber, alle prime esperienze nel mondo della comunicazione e del marketing digitali in grandi centri del design come Milano e Chicago. Siegfried Höllrigl, invece, apriva il suo laboratorio di letteratura, tipografia e grafica nel 1985, proprio quando le tecniche digitali portavano alla scomparsa della composizione manuale dalle tipografie. Aveva acquistato attrezzature di stampa in disuso e nei decenni successivi si è affermato sul piano internazionale per il valore delle sue edizioni realizzate a mano. È difficile pensare a due carriere professionali più distanti e a due realtà più diverse di Milano e Merano, eppure Waibl e Höllrigl hanno creato per anni, nei loro studi, opere di altissima qualità, incontrandosi spesso a Merano a partire dal 1995 e sperimentando differenti tecniche di stampa a mano nel laboratorio Offizin S. di Höllrigl. L'atmosfera e i materiali del laboratorio di vicolo Haller ricordavano a Waibl in modo entusiasmante gli inizi della sua carriera. Particolare attenzione va riservata alla raccolta Passerblätter, che comprende sette “tipoesie” a colori, costituite da stampe materiche realizzate con lettere in legno e piombo. Questo lavoro rappresenta l’anello di congiunzione tra i due protagonisti della mostra.

La mostra di Merano Arte intende raccontare queste due figure attraverso una selezione delle loro opere più significative e quindi concentrando la ricerca sulla grafica e sulla tipografia. Entrambi i loro approcci dimostrano che, come affermato da Kurt Weidemann, una buona tipografia non ricerca ciò che è possibile, ma si chiede ciò che è necessario: una virtù che spesso sembra essersi persa nell’attuale marea di possibilità offerte dalla grafica e dalle tecnologie di comunicazione.